La rivoluzione di Tiziano il paesaggio diventa star

A Milano, a Palazzo Reale, una mostra celebra la straordinaria intuizione del Vecellio. Cinquanta opere condensano l’evoluzione nella pittura veneta del Cinquecento, da Giorgione a Tintoretto

di LAURA LARCAN (da Repubblica.it)

Molto prima dei vedutisti francesi, dei paesaggisti inglesi, dei macchiaioli o degli impressionisti, fu una sensibilità diffusa nel Cinquecento, di scuola veneta, maturata da uno spregiudicato Tiziano, sulla scia dell’intuizione dei maestri Bellini e Giorgione. Lo racconta la mostra “Tiziano e la nascita del paesaggio moderno”, che arriva a Palazzo Reale dal 16 febbraio al 20 maggio sotto la cura di Mario Lucco, promossa dal Comune in collaborazione con Civita e GAmm Giunti, e ideata da Tekne International. Cuore della rassegna sono cinquanta tele provenienti da musei americani ed europei, oltre che italiani (37 prestatori in tutto), che da Giovanni Bellini al Tintoretto indagano l’affermazione della novità rivoluzionaria del paesaggio moderno.

In un momento in cui spopolava l’Arcadia, poema letterario di Jacopo Sannazzaro (la cui prima edizione del 1504 è in mostra) che “cantava” il nuovo sentimento della natura con le sue mutazioni atmosferiche e i lavori della campagna, l’arte rinnova le funzioni estetiche del paesaggio. E la mostra non dimentica l’influenza di artisti del Nord Europa, come Brueghel, che arrivano a Venezia nei primi anni del Cinquecento, con un bagaglio di stimoli verso una visione nuova, carica di pathos, dell’ambiente, dalle luci dell’alba alla selvatichezza della natura.

Il percorso quindi non può che partire dal Bellini e dal suo “Crocifisso con cimitero ebraico” (1501-03), recentemente restaurato, dove l’artista appare interessato a “scrutare con acutezza d’occhio, senza differenziazioni gerarchiche, la bellezza delle cose create”, evidenzia Lucco. “In quest’opera – continua il curatore – un botanico può identificare circa una trentina di specie vegetali diverse, riconoscere che ci troviamo probabilmente in primavera avanzata, verso maggio, e, dalla situazione ambientale, pensare che ci troviamo nell’Italia del Nord, tra Lombardia, Veneto ed Emilia”. Il prologo si completa con “La prova del fuoco” di Giorgione (1496), dove, come osserva Lucco: “Per la prima volta la natura non doma, non plasmata dall’uomo, è entrata nel dominio dell’estetica; quello che prima era sentito soltanto come selvatico e spiacevole, una fonte continua di pericoli e di incomodi, è visto ora come piacevole, e proprio in quanto selvatico”.

Dalla “La sacra conversazione” alla “La Nascita di Adone” (1511) si incontra un celebre giovane Tiziano. Nella tavola, a fronte di piccole figurette, domina il “vasto paesaggio panoramico, visto come a volo d’uccello, in cui si è attuato, se non per la prima volta, almeno con inedita felicità espressiva, un significativo spostamento di prospettiva intellettuale – avverte Lucco – Paesaggio come ambiente, paesaggio come protagonista, paesaggio come sereno luogo della mente; in cui la luce e il colore brillano con intensità mai vista”. Ed è in questo clima estetico che le opere di Tiziano, come “L’Orfeo e Euridice”, “Tobiolo e l’angelo”, “L’adorazione dei pastori”, dove il paesaggio si fa carico di azione, tra nuvole, fronde, luci, accompagnano l’epopea di artisti come Palma il Vecchio, Cima da Conegliano, Veronese, Bassano, Lotto, Andrea Previtali.

Epilogo, il grande “Narciso” del Tintoretto (1550-60), intriso di poesia tizianesca. “Ma laddove Tiziano si cura di fondere figure e ambiente, primo piano e sfondo in una continuità atmosferica, Tintoretto infittisce gli alberi a sinistra per creare uno spazio nettamente separato, e organizza la parte opposta in maniera indipendente, senza alcuna relazione con l’episodio principale – sottolinea Lucco – Non più ambiente, non più sfondo, il paesaggio diviene elemento malleabile alle esigenze della narrazione senza vincoli di verosimiglianza, privilegiando piuttosto il suo ruolo decorativo”.

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Notizie utili
 – “Tiziano e la nascita del Paesaggio Moderno”, dal 16 febbraio al 20 maggio 2012, Palazzo Reale, piazza Duomo, Milano.
Orari: lunedì 14.30  –  19.30, martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30  –  19.30, giovedì e sabato 9.30  –  22.30.
Ingresso: intero € 9, ridotto € 7,50
Informazioni: tel. 199 757 516
Catalogo: GAmm Giunti

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