ITALICA (Enrico Brizzi)

Enrico Brizzi e Francigena XXI presentano

ITALICA 150
Viaggio a piedi dalla Vetta d’Italia a Capo Passero
nel centocinquantesimo anno dell’Unità nazionale

Per celebrare il centocinquantesimo anno dell’Unità nazionale, lo scrittore bolognese Enrico Brizzi e il gruppo di amici camminatori raccolto dietro l’insegna Francigena XXI partiranno a piedi dal punto più settentrionale del Paese, in provincia di Bolzano, per raggiungere in tre mesi Capo Passero, all’estremità sudorientale della Sicilia.

Il viaggio avrà inizio nel mese di aprile del 2010 e si concluderà dopo 2191 chilometri percorsi a forza di gambe. Un itinerario lungo la spina dorsale della penisola, un percorso capace di svelare tutte le diversità che rendono ricco il Bel Paese. Un modo umile e devoto come l’andare degli antichi viandanti per celebrare l’importanza dell’Unità nazionale, conquistata nel 1861 e oggi più che mai sotto attacco.

Brizzi e Francigena XXI si metteranno in marcia ad aprile 2010: dalle valli popolate dalle comunità linguistiche germaniche e ladine, scenderanno attraverso i severi teatri della Grande Guerra sino all’industriosa pianura padana.

Nel risalire lungo antichi sentieri incontro al cuore del cuore degli Appennini, si troveranno a percorrere il crinale umbro-marchigiano, per poi traversare i grandi parchi nazionali del centro Italia e i luoghi devastati dal recente terremoto d’Abruzzo. Il Regio Tratturo di epoca borbonica li condurrà attraverso il Molise e il Sannio.

Traversato il Cilento e il lembo di Basilicata che affaccia sul Tirreno, scenderanno in Calabria, fino allo Stretto; traghettati in Sicilia punteranno il superbo cono dell’Etna, per scendere finalmente su Capo Passero dove si concluderà il cammino: 2191 chilometri e 90 giorni di marcia li separeranno, a quel punto, dalla partenza.

A fare da guida attraverso le terre e i borghi d’Italia, saranno le pagine dei più grandi scrittori nazionali, laico breviario dei camminatori alla ricerca di una identità nazionale che un luogo comune vuole vaga, e la comunanza di lingua e patrimonio letterario – fatti salvi i diritti riconosciuti alle minoranze – rende invece indiscutibile.

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