Valmarecchia

In questo articolo sottopongo alla Vs. cortese attenzione due percorsi di tesi di laurea in Architettura, discusse presso l’Università di Ferrara nell’anno accademico 2008/2009 (tesi: Il progetto territoriale della valle del Marecchia e la tesi: Coast to coast ).

Entrambe le tesi di laurea hanno posto, al centro del proprio discorso, la valle del fiume Marecchia, promuovendo un progetto territoriale a scala interegionale. I lavori sono stati presentati a tutti i sindaci dellla Valmarecchia e alle varie associazioni che lavorano sul territorio, attraverso una conferenza pubblica, dal titolo:  “Al di là del fiume” tenutasi in data  4/12/2009, presso il teatro Sociale di Novafeltrtia.

Il progetto intende riformulare i dati e i concetti contenuti all’interno delle due tesi, proponendo un discorso unitario, che serva come punto di partenza per lo studio e la riqualificazione di alcuni aspetti della vallata.

L’idea è quella di considerare il fiume come una direttrice strategica per lo sviluppo locale a scala interregionale. Siamo partiti dall’individuazione di alcune “parole chiave” (Enclave, Comunità, Acqua, Connessioni), in grado di rendere evidenti e comprensibili, numerose caratteristiche endogene del territorio.

Siamo passati poi ad analizzare, secondo le direttive della convenzione europea del paesaggio, i “paesaggi eccezionali”, i “paesaggi della vita quotidiana” e, infine, i “paesaggi degradati” che caratterizzano l’intera vallata.

Il progetto, inoltre, propone una “ricucitura” tra due sistemi territoriali, quello della valle del Marecchia e quello della valle del Tevere, attraverso la realizzazione di una via verde (greenway) sull’asse Rimini-Roma che assuma, come modello, sia le tematiche dell’itinerario culturale europeo, sia quelle legate all’esperienza americana delle greenways.

Il Tevere e i il Marecchia sono due fiumi che nascono l’uno a pochi chilometri dall’altro e che con il loro incedere verso il mare, ricalcano un’antica via romana utilizzata, in passato, per i rapporti commerciali tra la costa adriatica e quella tirrenica.

La costa adriatica e quella tirrenica costituiscono, anche oggi, due importanti corridoi di sviluppo e di collegamento tra il sud e il nord dell’Italia. Questa direttrice trasversale che, oltrepassando la fascia appenninica, mette in relazione questi due sistemi, rappresenta un’opportunità di sviluppo per i territori dell’entroterra (“territori identitari”) che subendo il fattore attrattivo delle aree costiere, risultano penalizzati e privi di una propria identità economica, indispensabile per permettere la vita delle comunità locali.

Guardando al complesso sistema territoriale preso in considerazione, questa direttrice progettuale crea una connessione “dolce” tra i due corridoi costieri e dialoga, in maniera innovativa, con le direttrici consolidate della mobilità (es: corridoio I berlino/palermo).

Rivalutare le vie d’acqua come connessioni all’interno del territorio italiano, pensarle come una fitta rete di comunicazione sociale, culturale ed economica, rappresenta un’opportunità di sviluppo per le realtà rurali che rischiano, altrimenti, di essere luoghi ai margini.

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4 risposte a Valmarecchia

  1. PAOLA ha detto:

    Le emozioni che mi ha stimolato questo video sono da ua parte la voglia di quiete, di pace e dall’altra la voglia di libertà di esplorare e di conoscere cosa c’è alla fine (del fiume). Scoprire la sorgente partendo dalla morte del fiume è come un viaggio a ritroso dell’anima, che si ricongiunge alla terra da cui sgorga. In ogni caso entrambe le emozioni sono solo mie, questo video mi ha fatto comprendere l’importanza del godimento nel rapporto con la natura, ma tenendo sempre bene presente che noi
    camminiamo tra la vita e la morte, che scopriremo solo andando avanti.

  2. serenasavelli ha detto:

    Sono Serena di Francigenastreetview,
    volevo a mia volta complimentarmi con voi e proporvi di iniziare a pensare di costruire una rete di “professionisti e studiosi delle greenway” in italia. Per ora se ne occupano itineraria e movimentolento che svolgono un lavoro appassionato ma non c’è ancora un’organismo qualificato professionalemnte, un referente scientifico.

    Poichè io già conosco diversi dottorandi, dottori di ricerca, laureati, su questi argomenti e poichè la rete di via storiche in italia è capillarmente diffusa e tutta da scoprire perchè non ci incontriamo on line dapprima e dal vivo poi per metter su un’associazione o qualcosa di simile, per avere una voce unisona e più forte con la quale divulgare, e farci ascoltare dalle amministrazioni?

    Magari mi son lasciata prendere la mano dall’entusiasmo ma è questo che mi ha suscitato la visione del vostro lavoro
    e mi chiedo quanti altri ce ne siano come noi in cammino sulle altre vie d’Italia!!

    Bravi!

  3. Luke ha detto:

    Io avrei fatto un itinerario diverso… Fontebuona- Montebello- Monte Liete- Uffogliano. Ponte santa maria maddalena- monte fotogno- tausano- sant’igne – san leo- maiolo – maciano-scavolino- pennabilli- Monte Canale -….Monte della Zucca (sorgente Marecchia)

    • Michele Pari ha detto:

      Ciao,
      il nostro percorso è stato scelto per rispondere anche ad alcune esigenze progettuali.
      Concordo che il percorso da te descritto sia sicuramente più suggestivo.
      Potremmo conoscerci per scambiare opinioni e confrontarci su questi temi.
      a presto
      MIchele

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